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Formazione · 13 luglio 2026 · Lettura 5 minuti

Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: cosa cambia per la formazione

Il riordino più importante degli ultimi dieci anni: un testo unico per tutta la formazione su salute e sicurezza, con novità che toccano ogni azienda. La sintesi operativa, senza burocratese.

Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: cosa cambia per la formazione sulla sicurezza

Il 17 aprile 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo Accordo sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Non è un semplice ritocco: è un riordino complessivo, che raccoglie in un testo unico regole prima sparse in più accordi e le adegua a come si lavora — e si impara — oggi.

In questo articolo trovi la sintesi operativa: cosa cambia davvero, chi riguarda e cosa conviene fare subito per non farsi trovare impreparati.

Un testo unico al posto degli accordi 2011-2012

Revisione del piano formativo aziendale alla luce del nuovo Accordo Stato-Regioni
Il piano dei corsi si rilegge riga per riga, con le nuove regole a fianco.

Fino a ieri, per capire chi doveva formarsi, per quanto tempo e con quali modalità, bisognava incrociare i precedenti Accordi Stato-Regioni del 2011 e del 2012, più le interpretazioni che si erano stratificate negli anni. Il nuovo Accordo supera quei testi e riporta tutta la disciplina della formazione su salute e sicurezza in un unico documento organico: percorsi, durate, modalità di erogazione e aggiornamenti.

Per le aziende significa una cosa molto concreta: un solo riferimento da consultare, meno zone grigie e meno alibi. Ma anche la necessità di rileggere il proprio piano formativo alla luce delle nuove regole.

La novità più importante: si forma anche il datore di lavoro

È il cambiamento più rilevante, sul piano pratico e su quello culturale. Prima del nuovo Accordo, una formazione obbligatoria per il datore di lavoro non era prevista in via generale. Ora il datore di lavoro entra a pieno titolo tra i soggetti da formare: le modalità e le durate del suo percorso sono definite dall'Accordo stesso.

La sicurezza non si delega: chi guida l'azienda deve conoscere le regole del gioco almeno quanto chi le applica ogni giorno in reparto.

Il messaggio del legislatore è chiaro: la prevenzione parte dall'alto. Un datore di lavoro formato valuta meglio i rischi, sceglie meglio i collaboratori a cui affidare i ruoli della sicurezza e risponde con più consapevolezza delle proprie decisioni.

E-learning: ammesso, ma con regole precise

Lavoratore che segue un corso di sicurezza in e-learning dalla postazione aziendale
L'e-learning fatto bene ha una postazione dedicata e un corso seguito davvero.

L'Accordo regolamenta in modo puntuale l'e-learning: stabilisce quando è ammesso e a quali condizioni deve essere erogato. Un punto fermo su tutti: le parti pratiche dei corsi non possono essere svolte online. Un'esercitazione si fa sul campo, non davanti a uno schermo.

Per le aziende è una buona notizia doppia: da un lato l'e-learning ben fatto diventa uno strumento pienamente legittimo, che riduce costi e fermi di produzione; dall'altro, le condizioni chiare tagliano fuori i "corsifici" che vendevano attestati senza vera formazione.

Lavoratori, preposti e dirigenti: percorsi riordinati

L'Accordo riordina durate e percorsi formativi per lavoratori, preposti e dirigenti, ricomponendo in modo coerente un quadro che si era frammentato nel tempo.

Occhi puntati sui preposti

Per i preposti — capisquadra, capireparto, capicantiere — il nuovo impianto mette maggiore enfasi sul ruolo attivo di controllo: il preposto non è un lavoratore con una qualifica in più, è il presidio quotidiano della sicurezza, quello che vede la scarpa slacciata e il ponteggio montato male. La formazione deve metterlo in condizione di intervenire, non solo di sapere.

Gli aggiornamenti non spariscono

Formarsi una volta non basta: la formazione resta da aggiornare periodicamente. Per i lavoratori, l'aggiornamento è previsto almeno ogni 5 anni. Un attestato dimenticato in un cassetto rischia di trasformarsi in una non conformità al primo controllo.

⚠️ Il punto da non sottovalutare: con il riordino, il momento giusto per verificare le scadenze formative è adesso. Chi aspetta l'ispezione per scoprire attestati scaduti o percorsi non conformi al nuovo Accordo si espone a sanzioni evitabili con una semplice ricognizione.

Cosa fare adesso in azienda: la checklist

Quattro mosse, in ordine, per mettersi in regola senza affanni.

Ricognizione dei corsi svolti

censisci la formazione già erogata a lavoratori, preposti, dirigenti e datore di lavoro, con relativi attestati.

Verifica delle scadenze

controlla le date di ogni attestato e individua gli aggiornamenti dovuti o imminenti.

Piano di adeguamento

programma i corsi mancanti con priorità chiare: prima chi è scoperto, poi chi è in scadenza.

Enti qualificati

affidati solo a soggetti formatori qualificati: un attestato rilasciato da chi non ha i requisiti non protegge né i lavoratori né l'azienda.

Come ti aiuta SICUREA

È esattamente il lavoro che facciamo ogni giorno. Con SICUREA hai l'analisi del piano formativo (fotografiamo la situazione attuale e la confrontiamo con quanto richiede il nuovo Accordo), un calendario corsi costruito sulle esigenze reali dell'azienda e la gestione dello scadenzario: siamo noi ad avvisarti quando un aggiornamento si avvicina, non l'ispettore.

Il risultato è un piano formativo in regola, sostenibile e senza sorprese: parla con noi e lo costruiamo sulla tua azienda.

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