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Ruoli · 21 luglio 2026 · Lettura 6 minuti

Il preposto: chi è,
cosa fa e cosa rischia.

Nella maggior parte delle aziende il preposto esiste già: è chi sovrintende al lavoro degli altri. Il problema è che quasi nessuno lo ha individuato per iscritto — e in caso di infortunio quella distinzione pesa.

Il preposto: chi è, cosa deve fare e cosa rischia secondo il D.Lgs. 81/2008

Chi è il preposto (davvero)

Caposquadra che sovrintende a una lavorazione in reparto e controlla l'uso dei dispositivi di protezione
Chi dice agli altri come si lavora e verifica che lo facciano: è quello il preposto.

Il D.Lgs. 81/2008 definisce il preposto come la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati, sovrintende all'attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione.

In parole semplici: è chi dice agli altri come si lavora e controlla che lo facciano. Il capoturno, il caposquadra, il responsabile di reparto, il capocantiere. Non serve un titolo: conta la funzione svolta di fatto. Ed è esattamente qui che nascono i problemi.

Molte aziende scoprono di avere un preposto solo dopo un infortunio, quando qualcuno chiede chi stesse sovrintendendo. È il momento peggiore per accorgersene.

Gli obblighi: l'articolo 19

L'articolo 19 del D.Lgs. 81/2008 elenca gli obblighi del preposto. I principali:

Sovrintendere e vigilare

sull'osservanza degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza, e sull'uso dei dispositivi di protezione.

Intervenire per modificare il comportamento non conforme

dei lavoratori: richiamare chi non rispetta le regole non è facoltativo.

Interrompere l'attività del lavoratore

in caso di persistenza dell'inosservanza, informando i superiori.

Interrompere temporaneamente l'attività

quando rileva deficienze dei mezzi, delle attrezzature o condizioni di pericolo, segnalandole.

Segnalare tempestivamente

al datore di lavoro o al dirigente le carenze rilevate.

Informare i lavoratori

esposti a un pericolo grave e immediato.

Astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere l'attività

in situazioni di pericolo grave e immediato.

È un elenco che merita una lettura lenta: sono obblighi personali. Non "dell'azienda": suoi.

Perché va individuato per iscritto

Consegna della lettera di individuazione del preposto, con ruoli e poteri messi per iscritto
L'incarico messo nero su bianco e consegnato a mano: da lì parte anche la formazione.

La legge fa discendere il ruolo dalla funzione concretamente svolta, non da un foglio. Ma il foglio serve lo stesso, per tre motivi molto pratici:

  • La persona sa di essere preposto, e sa cosa comporta.
  • L'azienda può dimostrare di aver organizzato la vigilanza, non di averla lasciata al caso.
  • Si può formare chi ha quel ruolo: senza individuazione, la formazione specifica non parte.

Individuare il preposto non è scaricargli addosso la responsabilità: è dargli gli strumenti — poteri, formazione, procedure — per esercitare una funzione che sta già esercitando.

La formazione del preposto

Il preposto deve ricevere una formazione specifica e aggiuntiva rispetto a quella di lavoratore, con aggiornamento periodico. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha ridefinito il quadro complessivo della formazione in materia di salute e sicurezza, incluse durate e periodicità degli aggiornamenti.

Poiché durate e cadenze dipendono dal ruolo, dal settore e dalla formazione già svolta, non ha senso una tabella valida per tutti: la ricostruiamo caso per caso sulla situazione reale dell'azienda. Se vuoi il quadro dei corsi e delle scadenze applicato alla tua realtà, lo trovi nella pagina formazione e nello scadenzario.

Attenzione all'addestramento

Formazione e addestramento non sono la stessa cosa. L'addestramento è la prova pratica sull'attrezzatura specifica, fatta sul campo da persona esperta, e va tracciato. È uno dei punti su cui, in sede di verifica, le aziende risultano più scoperte.

Cosa rischia il preposto

Il preposto risponde in prima persona della propria omessa vigilanza. Il D.Lgs. 81/2008 prevede sanzioni specifiche per la violazione degli obblighi dell'articolo 19, e in caso di infortunio la sua posizione viene valutata autonomamente rispetto a quella del datore di lavoro.

Detto senza drammatizzare: un preposto formato, con procedure chiare e poteri reali, è protetto. Un preposto "di fatto", che nessuno ha mai formato né messo nelle condizioni di fermare un lavoro pericoloso, è esposto — e con lui l'azienda.

Cosa facciamo noi

Nel lavoro di RSPP esterno individuiamo con il datore di lavoro chi svolge davvero la funzione di preposto, mettiamo per iscritto ruoli e poteri, organizziamo la formazione e l'addestramento e li teniamo aggiornati nello scadenzario. Nei cantieri, dove la catena di comando cambia con la fase di lavoro, questo lavoro di chiarimento vale doppio.

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