Igiene alimentare
Manuale di autocontrollo HACCP, registrazioni delle temperature, tracciabilità, gestione allergeni, formazione degli alimentaristi secondo la disciplina regionale, notifica sanitaria.
Nella ristorazione convivono due obblighi distinti che spesso si confondono: l'igiene alimentare e la sicurezza dei lavoratori. Servono entrambi, hanno documenti diversi e i corsi di uno non valgono per l'altro.
W-01 · I rischi veri di cucina e sala
In un locale i rischi sono concreti, quotidiani e concentrati in poche ore. La valutazione che li elenca senza guardarli dal vivo non serve a nessuno.
Un locale concentra in poche ore quello che un ufficio distribuisce in un mese: fuoco, lame, acqua, carichi e fretta nello stesso spazio. La valutazione dei rischi qui non può essere un elenco copiato — deve dire dove, in quella cucina e in quella sala, il pericolo si presenta davvero.
M-02 · I documenti che servono
L'errore più comune nella ristorazione: pensare che il manuale HACCP copra anche la sicurezza sul lavoro. Sono due mondi separati, con controllori diversi.
Il collante fra i due è la formazione: l'attestato HACCP non sostituisce quello di sicurezza sul lavoro, e viceversa. Un cuoco assunto la settimana scorsa deve avere entrambi i percorsi avviati, non uno solo.
Nei locali con somministrazione la valutazione del rischio incendio merita attenzione particolare: cucine con fiamma, cappe, depositi di alimenti e a volte bombole. È da lì che discende il livello del corso antincendio del personale.
Manuale di autocontrollo HACCP, registrazioni delle temperature, tracciabilità, gestione allergeni, formazione degli alimentaristi secondo la disciplina regionale, notifica sanitaria.
Documento di valutazione dei rischi, nomine (RSPP, addetti antincendio e primo soccorso), formazione generale e specifica, sorveglianza sanitaria dove prevista, DPI.
M-03 · I corsi del personale
Nel settore il turnover è alto e stagionale: è la ragione per cui la formazione qui si perde più che altrove.
Con gli stagionali il punto pratico è uno solo: la formazione va fatta prima che entrino in servizio. Programmare i corsi a maggio, quando la stagione è già cominciata, significa avere il locale scoperto nel mese in cui lavora di più.
E-04 · Le cinque cose che troviamo sempre
Sono banali, si sistemano in poche ore e sono le stesse che un controllo trova per prime.
Domande frequenti
Sì. L'obbligo di valutare i rischi e di redigere il documento riguarda ogni impresa che ha almeno un lavoratore, indipendentemente dal settore e dalla dimensione.
No. Sono due percorsi distinti: la formazione alimentarista riguarda l'igiene degli alimenti, quella prevista dal Testo Unico riguarda la salute e sicurezza dei lavoratori. Servono entrambe.
Di solito lo chef o il capopartita in cucina e il responsabile di sala, cioè chi coordina il lavoro degli altri e vigila. Va individuato formalmente e formato con il corso da 12 ore, con aggiornamento ogni due anni.
Dipende dai rischi che emergono dalla valutazione: movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetuti, agenti chimici o lavoro notturno possono farlo scattare. Non è automatico, ma nella ristorazione capita spesso.
Sì, come tutti gli altri, e prima di iniziare a lavorare. La durata del contratto non riduce gli obblighi formativi.
Lo stabilisce la valutazione del rischio incendio: nella ristorazione si va dal livello 1 al livello 2 a seconda di superficie, presenza di pubblico, tipo di cucina e depositi. Nei casi soggetti a controllo dei Vigili del Fuoco può servire anche l'idoneità tecnica.
Un sopralluogo in cucina e in sala basta per dirti cosa manca, cosa è scaduto e in che ordine conviene sistemarlo.